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Io e mia moglie siamo sposati da 22 anni, siamo entrambi vicini alla cinquantina, ci vogliamo bene ed amiamo come il primo giorno.

Unico nostro cruccio non essere riusciti ad avere figli ma mentre io, sempre al lavoro ed impegnato nel volontariato ho cercato di sopperire alla mancanza dedicandomi all’amore per gli altri, mia moglie da qualche anno, cioè da quando è entrata in menopausa, si è riunchiusa in se stessa cadendo in una grave forma di depressione che , se non ha scalfito l’amore che nutro per lei, ha praticamente azzerato ogni tipo di contatto sessuale.

Praticamente siamo come fratello e sorella ormai da oltre 3 anni.

All’inizio di quest’anno, sperando di far cambiare le cose ho convinto mia moglie ad avviare una pratica di affidamento, siamo infatti ormai troppo in la con gli anni per sperare in un adozione e l’affidamento di un adolescente era la ns.unica speranza di poterci dedicare con amore ad un ragazzino da considerare come nostro figlio.

Mia moglie non era particolarmente convinta ma io ho insistito e dopo 4 mesi di pellegrinaggio in russia ed ucraina, 30.000 euro di spese e tanto tanto coraggio e sacrifici, ci è stata data in affidamento Ivana, biondina di minsk, 13 anni.

Sin dai primi giorni è stata molto dura, Ivana non voleva mangiare, rifiutava ogni contatto fisico, parlava a stento 2 parole di italiano e sembrava rifiutare ogni più piccolo progresso.

Poi con il passare delle settimane abbiamo notato che Ivana faceva dei miglioramenti ma soltanto relazionandosi con me mentre negava ogni contatto con mia moglie che, di conseguenza, acuiva la sua forma di depressione.

Era un mercoledi e tra una settimana scadeva il periodo di prova e dovevamo decidere se fare richiesta di affido definitivo o rimandare Ivana all’orfanatrofio da dove veniva.

Io sarei stato propenso a chiedere un prolungamento del periodo di prova mentre mia moglie, che non aveva mai legato con Ivana, preferiva staccare subito.

Quella sera abbiamo discusso a lungo ed alla fine avevo ceduto dicendo che l’indomani avrei contattato l’agenzia per l’affidamento.

Ivana aveva sentito tutto nascosta in un angolino ed a dispetto della sua dichiarata incapacità di capire l’italiano aveva compreso tutto e pianto. E’ notte fonda, diciamo intorno alle 3 quando una sensazione strana come di difficoltà di movimenti mi fa svegliare di soprassalto.

Ai piedi del letto, completamente nuda c’è Ivana, io sono legato mani e piedi ai bordi del letto ed imbavagliato.